Gruppo Agenti Axa: gli agenti non diventino una bad company
L’Assemblea del Gruppo Agenti Axa pone come priorità il recupero della redditività delle agenzie, in cui il Gruppo si impegnerà con iniziative di formazione per sostenere l’attività imprenditoriale degli agenti. Ad Axa si richiede una politica commerciale chiara, con l’auspicio che gli agenti non diventino “una sorta di bad company”. Lazzaro riconfermato presidente
(29/06/2009)
di Alberto Grisoni
Apprezzamento per quanto fatto finora e impegno su nove obiettivi per il futuro, dal rapporto con la Compagnia madre allo sviluppo del mercato assicurativo, senza dimenticare l’aiuto ai colleghi e alla popolazione dell’Abruzzo: sono i punti salienti della mozione conclusiva della quarta assemblea ordinaria del Gruppo Agenti Axa Italia, tenutasi a Chia tra l’11 e il 14 giugno.
A sei anni dalla costituzione del Gruppo Agenti, l’avvio di un percorso con Arag, le attività di formazione, il rafforzamento di attività di supporto ai colleghi attraverso la segreteria operativa e i consulenti sono alcune delle iniziative che hanno raccolto il pieno sostegno dell’assemblea. Ma l’emergere della crisi finanziaria, che segue anni di cambiamenti normativi, ha spostato l’attenzione sul calo della redditività delle agenzie: un calo su cui pesa, secondo la relazione presentata all’assemblea, anche la politica commerciale perseguita da Axa fino all’aprile del 2008, che “dalla fusione in avanti ha risposto e continuerà a rispondere ai dettami di una compagnia multinazionale, le cui dinamiche sono spesso contrastanti rispetto alle necessità e alle sensibilità degli agenti”.
Dal punto di vista della redditività di agenzia, Lazzaro, riconfermato presidente, sottolinea come le attuali difficoltà riguardino ormai tutti, sia le agenzie con portafogli modesti, concentrati sull’Rc auto, sia le agenzie maggiori, che affrontano ormai costi di struttura insostenibili. Difficoltà aggravate, nell’analisi del presidente del gruppo agenti, dalle scelte di Axa, non distanti da quelle di altri competitor, con il settore auto “aggredito dalle stesse compagnie già operanti in Italia, che stanno sferrando campagne senza precedenti attraverso le dirette. Si ha un bel dire quando si dichiara che la Carta degli Impegni ci differenzia sul mercato, quando da questo mercato in molti casi siamo ai margini e per aggredirlo si usa la Quixa con iniziative spregiudicate”.
Il rischio paventato da Lazzaro è che gli agenti diventino “qualcosa di simile a una bad company”, mentre la Compagnia andrebbe ad agire direttamente su quegli ambiti del mercato più profittevoli e remunerativi.
Una situazione da cui si può uscire permettendo agli agenti di assumere un ruolo fortemente imprenditoriale, in cui il Gruppo agenti si troverà a essere più presente e propositivo, fornendo gli strumenti necessari al cambiamento e investendo le proprie risorse, favorendo l’aggregazione degli agenti e rafforzandone la formazione. Ma questo processo non può prescindere dalle scelte di Axa, partner preferenziale degli agenti, su processi, sistemi e politica commerciale: in primis sul ruolo dei canali alternativi Quixa e Axa MPS, sull’innovazione dei sistemi informatici e rafforzando l’assistenza alla rete e la semplificazione dei processi.
Prosegue anche il dialogo con i colleghi della Confederazione, con l’obiettivo di una riunificazione tra i due gruppi, pur segnalando l’assenza di segnali forti in questo senso nel corso dell’ultima assemblea confederale, e con i sindacati di categoria. Deciso, infine, anche un intervento a favore degli agenti abruzzesi dell’Aquila, colpiti dal terremoto dello scorso aprile.
Alberto Grisoni
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